Il termine transponder nasce dall’unione dei termini anglosassoni transmitter e responder e sta ad indicare un dispositivo che allo stesso tempo trasmette un segnale e riceve una risposta.

In ambito tecnologico viene definito transponder quel dispositivo che su una data frequenza trasmette un segnale di risposta nel momento in cui viene sollecitato da un impulso esterno.

Il transponder nella vita di tutti i giorni lo troviamo, senza che ce ne accorgiamo, nella chiave delle nostre autovetture.

Esso è dotato di una memoria, nella quale è scritto un codice univoco che viene riconosciuto dalla centralina elettronica dell’auto così da permettere l’accensione di questa.

Il riconoscimento del codice avviene tramite un’antenna posizionata sotto il volante della vettura.

Il funzionamento avviene tramite un campo magnetico senza che ci sia bisogno di una qualche forma di alimentazione come corrente elettrica o altro.

Ci sono in commercio tre tipi di chiavi con transponder: a codice fisso, a codice di identificazione criptato e infine a rolling code.

Il primo tipo ha un codice fisso inscritto su una memoria ROM di sola lettura e possono identificare fino 1.099.511.627.776 centraline.

Le chiavi con transponder crypto funzionano tramite un codice criptato con potenzialità di codici di mille e cento miliardi.

Il terzo e ultimo tipo, funzionante tramite rolling code, prevede un codice che si autogenera ad ogni accensione della macchina con una potenzialità altissima di sviluppo di codici, trecentoquaranta miliardi di miliardi di miliardi.

 

Transponder come antifurto immobilizer

 

Clonazione chiavi transponder autoIl transponder figura come antifurto di tipo immobilizer, che di solito si trova già nell’auto all’acquisto.

Questo tipo di antifurto è stato introdotto nel settore automobilistico nel 1995 su pressione delle assicurazioni per limitare i furti delle autovetture.

Molti clienti non soddisfatti di quello base tendono a inserire successivamente l’immobilizer, che in questo caso viene denominato after market.

 

Come duplicare una chiave con transponder?

 

Come ogni cosa esistente al mondo soprattutto in ambito tecnologico, anche il transponder è soggetto a usura, malfunzionamento o danni accidentali.

Ci si può infatti trovare di fronte alla necessità di sostituire o riparare la chiave transponder.

Basta infatti un urto accidentale per compromettere il funzionamento del dispositivo.

La caduta, ad esempio, può provocare lo spostamento del chip e quindi il non riconoscimento da parte dell’antenna.

O ancora qualora la batteria che aziona i pulsanti della chiave fosse scarica, il dispositivo non riuscirebbe a comunicare con la centralina.

Da non tralasciare il possibile smarrimento della chiave.

Come fare per duplicarla? Se non si è in possesso del pin, fornito insieme alla chiave subito dopo l’acquisto dell’auto, si può agire in due modi.

Il primo è il più economico, la cosiddetta duplicazione da banco, non prevede il collegamento con la centralina.

Il secondo, più costoso, consiste nel dialogare direttamente con la centralina per il recupero del codice oppure nel contattare la casa automobilistica per richiedere il codice da inserire nella nuova chiave.

Se invece siete in possesso del codice Pin oppure l’auto non lo prevede, la codifica e duplicazione della chiave avviene tramite obd.

Questa operazione prevede la memorizzazione della nuova chiave nella centralina del veicolo.

Più drastica è l’operazione se avete perso la chiave, in questo caso bisogna contattare l’azienda automobilista per il recupero di una nuova chiave da ricodificare nella centralina della vostra auto.

 

Fonte: www.lartedellachiave.it

 

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