Se la tecnologia va avanti e il mondo economico prende parte a questa evoluzione, automaticamente cambia anche il modo di concepire il lavoro. Il riferimento va in particolare ad una innovativa pratica o meglio attività che si è diffusa negli ultimi anni, e che sta diventando una valida alternativa al classico lavoro impiegatizio. Stiamo parlando del trading online, letteralmente tradotto come negoziazione digitale. Ma davvero da semplice Hobby, il trading può diventare un lavoro?

L’evoluzione economica e l’avvento del trading

In molti dunque si pongono la domanda fatidica se solo con l’attività di trading online si possa vivere. O meglio, se è possibile considerarlo come un lavoro. Per molti dunque, questo nuovo anno sarà quello decisivo e quello atto a dimostrare che solo con la negoziazione digitale ci si può arricchire. In fondo un motivo ci sara se dal 2018 il numero di traders italiani sia salito del 17%, anche se soni davvero pochissimi quelli che lo considerano come un lavoro.

Sulla base di un trend tanto positivo, gli esperti ritengono che questo 2019 sarà l’anno decisivo per vedere crescere il numero di persone protese al trading. Più nello specifico in molti abbandoneranno il concetto per cui si tratta di un semplice passatempo, e cominceranno a considerarlo come un vero e proprio lavoro. I più audaci punteranno tutto su questo nuovo strumento, che diventerà un sostitutivo alternativo a quel lavoro che oggi in Italia è piuttosto manchevole.

Ovviamente ci soni dei fili logici che muovono questo discorso e che inevitabilmente porteranno gli aspiranti traders ad un grande traguardo: ovvero quello di ingenti guadagni e di considerevoli soddisfazioni durante le pratiche di negoziazione digitale.

Una valida alternativa al lavoro

Ovviamente l’idea di fare trading come lavoro è allettante, ma cosa vuol dire fino in fondo? Si tratta di stare dietro costantemente alle proprie operazioni e investimenti, diciamo impiegando pure mediamente le ore minime che si occuperebbero per un classico lavoro. Così non solo si impara ad interpretare il mercato ma si impara anche a moltiplicare i propri profitti.

Al dire il vero, l’ideale sarebbe di effettuare operazioni giorno dopo giorno imparando a compiere un perfetto bilanciamento tra profitti ottenuti, perdite realizzate e spese per fare trading. Per negoziare occorre comunque avere una disponibilità economica. Ma non è vero che per investire occorrono per forza migliaia di euro. Sicuramente investire cifre più importanti vuol dire ottenere introiti più elevati, ma cominciare da piccole quote non è un passo sbagliato per chi intende fare del trading una vera e propria professione.

Ovviamente prima di giungere ad un vero e proprio incasso mensile tipico da lavoratore passerà del tempo, e sicuramente soccorre incentivare le somme che si investono: se si impiegano 200 e se ne guadagnano 400, vuol dire prima o poi duplicare i propri investimenti per porsi come obiettivo il reinvestimento di quanto incassato.

Cominciare dalle basi

Non si diventa certo trader dall’oggi al domani. Per giungere ad una buona posizione occorre che tutti siano estremamente preparati e a conoscenza delle regole base della negoziazione. Posizione questa che si raggiunge solo dopo studi teorici approfonditi e dopo osservazioni continue sul mercato azionario.

E infatti come prima cosa si deve imparare a riconoscere uno strumento tipico d’investimento (in tal verso si consiglia l’uso di piattaforme di trading). Al contempo bisogna sapere tutto sui mercati, sulle leggi che li disciplinano: questo serve per imparare ad inquadra la previsione giusta su un titolo e intervenire solo se il momento è propizio.

Infine ma non meno importante, il trader deve conoscere quelli che sono gli strumenti di analisi. Per negoziare infatti bisogna essere autonomi e saper fare un’analisi tecnica e fondamentale, usando non solo mezzi tecnici ma anche grafici ( fonte: https://www.transitionstrading.com/analisi-tecnica-dei-mercati-finanziari-principi-e-linee-guida/ ) .

 

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