Come si diventa OSS?

 

Cosa sono gli OSS
La sigla OSS sta per “operatore socio sanitario” e indica quella figura professionale che si occupa di dare un supporto di tipo assistenziale ai pazienti ricoverati, temporaneamente o in modo permanente) presso strutture ospedaliere, sanitarie, di ricovero e di assistenza. Secondo la normativa che ha istituito la figura dell’OSS, il suo scopo è quello di soddisfare i bisogni primari e favorire il benessere e l’autonomia del paziente, operando sia in ambito sociale che sanitario. Allo stesso tempo, l’operatore socio sanitario deve coadiuvare il team medico fornendo un supporto specifico. La figura dell’operatore socio sanitario negli ultimi anni ha visto un continuo aumento della richiesta di impiego, portando molte persone, con pregresse conoscenze ed esperienze in merito o meno, ad orientarsi verso questo tipo di carriera. L’impronta assistenziale però non deve trarre in inganno, in quanto si tratta di una professione che comporta un enorme carico di responsabilità, al pari del personale medico, anche per la delicatezza delle situazioni in cui si inserisce. Per conseguire il riconoscimento di operatore socio sanitario, in ogni caso, esistono dei requisiti da rispettare ed un percorso di studi dedicato.
Differenza tra OSS e infermieri
La figura dell’operatore socio sanitario si distingue da quella dell’infermiere sotto diversi aspetti, anche se spesso si tende a confondere queste due professioni. Effettivamente, operando nel medesimo contesto e nelle medesime aree di attività, spesso i due ruoli possono intrecciarsi, nonostante si tratti di due figure professionali le cui conoscenze e soprattutto responsabilità non sono sovrapponibili. La preparazione e somministrazione di terapie e farmaci è, per esempio, riservata al ruolo dell’infermiere, e non può essere in nessun caso delegata all’OSS, a meno che non si tratti di terapia sottocutanea o intramuscolare già pianificata dal personale infermieristico e che l’OSS sia in possesso della relativa specializzazione. Inoltre, all’OSS è consentito il solo utilizzo di apparecchiature mediche semplici (per esempio glucometro e apparecchio per la misurazione della pressione arteriosa) e la possibilità di eseguire solo medicazioni semplici e senza complicazioni. Non a caso la formazione accademica tra OSS e infermieri è diversa: i primi acquisiscono la qualifica a seguito di attestato di laurea, i secondi a seguito di corso regionale. In conclusione, l’infermiere è una figura autonoma, mentre l’operatore socio sanitario è una figura di tipo assistenziale e di supporto.

Come si diventa OSS
Il cosiddetto Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2001 ha definito il percorso accademico per conseguire la qualifica di operatore socio sanitario. Ogni regione è dotata di potere decisionale autonomo per quanto riguarda i corsi e la loro organizzazione, spesso attraverso enti accreditati dalle stesse regioni, in relazione alla richiesta e dialla necessità di questa figura professionale. Per essere ammessi ai corsi regionali per operatore socio sanitario è necessario aver compiuto 18 anni essere ed in possesso del diploma di scuola secondaria di primo grado (ovvero il diploma di terza media). In caso di cittadinanza straniera, è necessario comprovare la conoscenza della lingua italiana tramite certificazione di un titolo di studio conseguito in Italia o attestazione linguistica di livello minimo A2. I corsi per OSS richiedono la frequenza obbligatoria e hanno durata di 18 mesi (1000 ore di cui circa la metà di tirocinio presso strutture pubbliche o private in cui è richiesto personale). Tra le materie oggetto di insegnamento rientrano quelle relative all’ambito socioculturale, psicologico, igienico-sanitario e tecnico-operativo. Una volta terminato il corso, se non si è superato il tetto massimo di assenze (10% sulle ore totali) e se si viene giudicato positivamente circa il profitto durante il corso e circa l’attitudine personale, l’adeguatezza e il comportamento, si viene ammessi all’esame finale. L’esame da OSS viene valutato da una giuria giudicatrice e si divide in una parte teorica e una parte pratica. Una volta superato l’esame finale, si acquisisce l’attestato di qualifica di I livello di operatore socio sanitario.

Mansioni dell’operatore socio sanitario e sbocchi lavorativi
Come già anticipato, l’OSS costituisce una figura di supporto e assistenza che perciò stesso non è dotata di potere decisionale su terapie e trattamenti farmacologici, così come su altre decisioni che spettano al personale medico. Le mansioni dell’OSS, quindi, possono indicativamente riassumersi nella assistenza diretta alla persona, anche domiciliare, intervenendo sugli aspetti igienici e sanitari di tipo sociale. Per esempio, assiste la persona allettata o non autosufficiente provvedendo alla sua igiene, alla corretta alimentazione e somministrazione di terapie preordinate, prestando attenzione a segnali o sintomi di malessere e fornisce indicazioni fondamentali al personale medico durante la valutazione degli eventuali trattamenti futuri in base alla propensione e reazione generale delpq persona. Il personale socio sanitario può essere impiegato in strutture pubbliche e private, sia di tipo sanitario (ospedali, cliniche, ASL, etc.) che sociali (case famiglia, centri di recupero, centri di assistenza diurna, case di riposo, etc), che in via domiciliare provata.

 

Primo soccorso e azienda: come formare il tuo staff

In situazioni di emergenza sul luogo di lavoro è importante essere preparati a ogni evenienza, oltre ad agire in maniera tempestiva, perché potrebbe fare davvero la differenza per la persona infortunata coinvolta: è proprio per questa ragione che il primo soccorso nel luogo di lavoro ha un ruolo molto importante per la salvaguardia della sicurezza e della salute, in attesa dell’arrivo dei soccorsi più avanzati.

La guida Inail

A informare, trattare le normative e le modalità vigenti in atto inerenti al primo soccorso, è proprio la guida internazionale pubblicata dell’Inail, “Il primo soccorso nei luoghi di lavoro”, con gli aggiornamenti recenti e le linee guide della normativa italiana. Questo strumento, che si differisce per la facile praticità e consultazione, può essere fornito a tutti i lavoratori per potersi informare e venire preparati a riguardo.

Gli obiettivi

Una buona pratica di gestione dell’emergenza, le normative e le indicazioni per l’organizzazione è ciò che si troverà nella guide, al fine di preparare al meglio lo staff e far raggiungere gli obiettivi del primo soccorso, quali:

– Riconoscimento tempestivo delle situazioni di emergenza, valutazioni sullo stato della vittima e, se fosse necessario, richiesta di intervento immediato da parte dei soccorsi avanzati idonei;
– Prestare primo soccorso con competenze idonee;
– Placare la situazione di emergenza, evitando che possa peggiorare, in attesa dell’arrivo dei soccorsi avanzati.

I ruoli nell’emergenza

I ruoli all’interno della gestione di un’emergenza sono molti, e tutti i lavoratori devono assumere determinati comportamenti, oltre ad avere chiaro il proprio ruolo e la modalità di azione: questi ruoli vanno da chi scopre l’emergenza, chi deve allertare i soccorsi, a tutti i lavoratori presenti in quel determinato momento.

Come prepararsi al primo soccorso

Per acquisire questo tipo di informazioni, preparazioni e competenze, oltre alla guida dell’Inail, sarebbe necessario, per ogni lavoratore, prevedere:

– Distribuzione della guida, delle informazioni inerenti al primo soccorso e ai comportamenti a cui attenersi;
– Preparare, e far frequentare, dei corsi e incontri formativi in azienda o presso uffici competenti;
– Allestire sul luogo di lavoro la cartellonistica idonea riguardanti il primo soccorso, le pratiche basi e i numeri di telefono dei soccorsi avanzati, e eventuali segnalazioni di presenza di cassette di pronto soccorso o di qualsiasi altro presidio medico, e non, utile all’interno del luogo di lavoro.

Gruppi A, B e C

Per ogni tipologia di azienda, dove si prevede la formazione idonea attraverso i corsi, è previsto un determinato gruppo di corsi di formazione (A, B e C) a seconda dei fattori di rischio specifici legati al tipo di lavoro svolto, il numero di lavoratori all’interno dell’azienda, e l’attività svolta in generale.

Oltretutto, il datore di lavoro deve garantire particolari attrezzature e dispositivi di primo soccorso, a seconda delle tipologie di appartenenza. Per esempio, nei gruppi A e B devono essere garantiti la cassetta di primo soccorso e un mezzo di comunicazione idoneo che possa collegarsi direttamente ai soccorsi avanzati. Nei gruppi C, invece, oltre al mezzo di comunicazione ai soccorsi, anche un pacchetto di medicazione.

Addetto del primo soccorso

Oltre alla preparazione generale all’interno dell’azienda, il datore di lavoro dovrà indicare un lavoratore specifico che sarà incaricato come responsabile del coordinamento del primo soccorso, all’interno dell’azienda, in caso di situazioni di emergenza: questo, chiamato Addetto al primo soccorso, non potrà esimersi da questo compito, e dovrà dedicarsi a un corso apposito in modo tale che possa essere informato efficacemente, e in maniera esauriente, sulle modalità vigenti di soccorso direttamente da personale medico, che provvederà alla loro formazione con l’aiuto di personale specializzato e infermieristico.

Al termine della formazione, sarà poi effettuata una simulazione di pronto intervento e relativo test di apprendimento, rilasciando infine un attestato di partecipazione. Poiché le normative sono in continuo aggiornamento, la formazione dovrà essere effettuata ogni tre anni, obbligatoriamente.

Questi accorgimenti di primo soccorso faranno la differenza in caso di emergenza, e i coinvolti saranno aiutati al meglio!

Trovi tutti i dettagli sul sito di Saltech.it

 

Trend invernali: cosa ci aspetta nel mondo del fashion

Ogni anno, in ogni stagione, la domanda è sempre la stessa: che cosa andrà di moda? Quali saranno le tendenze della stagione? Puntualmente, anche per questa stagione Autunno / Inverno, gli stilisti hanno parlato – anzi, disegnato! – chiaro: quali colori puntare, quali capi tenere, quali altri comprare poiché assolutamente must have nel nostro armadio. Volete sapere quali? Seguite le nostre cinque tappe all’interno dei nuovi trend invernali, per avere un guardaroba invidiabile e a prova di passerella.

1 – Indumenti evergreen

Questa è la parte preferita per tutte quelle che vorrebbero risparmiare: gli indumenti evergreen. Questi non sono altro che quei capi che sono dei veri e propri “senza tempo”, oppure dei basic, indiscussi e che superano la prova outfit ogni anno a pieni voti: per esempio, i famigerati giubbotti in pelle. La pelle, che sia vera o finta, è il giusto compromesso tra stile e versatilità; provate a indossare il vostro giubbotto in pelle accompagnato sotto da un maglione pesante oversize: lo stile è assicurato, oltre alla vostra temperatura corporea! Un altro capo assolutamente evergreen è il tubino nero: provate ad abbinarlo, scherzosamente, a qualche accessorio eccentrico, o con una collant dai colori (ne parleremo nella prossima tappa!) e trend più in voga: il capo prenderà subito un’aria più innovativa.

2 – Palette cromatica autunnale

Sembrerà banale, ma il trend cromatico della stagione è proprio quello che più lo caratterizza: i colori autunnali. Dal verde in tutte le sue tonalità, per passare poi agli aranciati nella sua intensità, facendo tappa anche nel nocciola, non tralasciamo anche gli evergreen di sempre, sovrani degli outfit in tutte le stagioni: il nero, e il grigio. Utilizzando tra loro queste colorazioni, otterrete certamente dei tono su tono, o dei colori a contrasto (il nero gioca un ruolo molto utile!), che vi condurranno direttamente nel trend della stagione. Oltre al colore, però, ricordate di giocare anche sulla composizione dei tessuti, e dei tagli dei vostri capi. Ricordate le parole d’ordine: mistero e intensità! Un ulteriore trend cromatico sono certamente le fantasie: dall’animalier, al classico tartan delle festività natalizie. Il discorso delle colorazioni è valido, ovviamente, sia per gli indumenti, che per gli accessori: potete dar sfogo veramente a tutte le vostre inclinazioni di stile!

3 – L’eleganza del completo

Potrebbe essere categorizzato insieme agli indumenti evergreen di cui vi abbiamo parlato prima, ma secondo noi meritavano un capitolo a parte: il completo sartoriale. Tutte, chi più o chi meno, avrà nel proprio armadio almeno un completo. Che sia un classicone grigio scuro o nero, o che sia invece un più moderno e vivace completo dai colori che non passano certamente inosservati, il completo è l’indumento chiave che potrà salvarvi diverse occasioni: dalla riunione importante di lavoro, alla serata più elegante. Il gioco sta negli abbinamenti: abbinatelo, per esempio, a una scarpa sgargiante, oppure chiudete la giacca indossando un reggiseno decorato a vista di una generosa scollatura a V assolutamente di moda. Il vostro completo avrà nuova vita, e anche il vostro stile!

4 – Immancabili capospalla

Se per qualcuno la stagione invernale è una vera e propria “gabbia” di vestiti da indossare, per altri invece è il momento adatto per sfoggiare quel capo che, a prescindere di come siete vestite sotto, vi salverà (parte!) del vostro outfit: il capospalla. Siamo sempre di fretta, e siamo spesso in giro: per questo è importante avere un capospalla che sia versatile – e comodo – per ogni occasione. Quest’anno si dice stop al cappotto, e via libera alle mantelle e alle cappe! Infatti, hanno conquistato proprio tutti con le loro lunghezze, le loro linee e i tagli al vivo minimal. Tendenzialmente monocromatiche sui toni, saranno dei capi che potranno facilmente abbinarsi a look eleganti o casual. Pronte a farle svolazzare?

5 – Borse, accessori e calzature

Lo sappiamo: bisognerebbe fare solo un articolo a parte per le borse, gli accessori e le calzature. Cercheremo però di riassumere i must-have della stagione invernale. Come sempre, per quanto riguarda le calzature, già da diverse stagioni, uno dei protagonisti indiscussi è lo stivale: che sia alto, basso o uno stile biker, animeranno con una punta di rock il vostro outfit, dando grinta a quelli più seri, e rendendo più ricercati i look più casual. Per le calzate più eleganti, oltre allo stiletto evergreen, troviamo un tacco più comodo, largo e quadrato, che non vi farà rimpiangere di doverlo indossare per tutta la giornata. Per quanto riguarda le borse, invece, troviamo un grande ritorno alle borse a mano, oppure quelle a tracolla, qualsiasi sia la loro forma: lasciate nell’armadio quelle troppo ingombranti, e date spazio a dimensioni più ridotte e agevoli. Parola d’ordine per gli accessori: visibilità! Infatti, che siano orecchini, cappelli o cerchietti, dovranno essere molto visibili. Quindi, date sfogo a strass, brillantini e colori sberluccicanti: daranno subito spirito anche al look più semplice.

 

Dove trovare un buon corso di microbalding a Milano e provincia?

Da sempre le donne sono protese alla cura del corpo e del loro aspetto, finalità che perseguono grazie a differenti trattamenti di natura estetica.

Anche la cura dello sguardo sta assumento un’importanza sempre maggiore in quanto attraverso gli occhi le donne riescono a comunicare e a trasmettere emozioni; ciò comporta che anche ciglia e sopracciglia dovranno essere perfettamente curate.

A questa finalità risponde il microblading, una tecnica moderna che permette di ottenere dei risultati davvero strabilianti. Di seguito vedremo quindi in cosa consiste e dove seguire un buon corso di microblading a Milano e provincia.

In cosa consiste il microblading

Con questo termine identifichiamo una tecnica che si ispira al trucco semipermanente che permette di avere delle ciglia in perfetto ordine e folte come al naturale.

Il ricorso a questa tecnica è molto importante, non solo per permettere di avere uno sguardo espressivo e che sia lo specchio della propria personalità, ma anche perché con il passare degli anni la linea naturale delle sopracciglia tende a variare.

Il microblading non solo permette di correggere questi inestetismi ma anche di creare un design ideale per le stesse.

La tecnica risulta già utilizzata da diversi anni nei paesi dell’Est e si basa sull’inserimento sotto pelle di una micropigmentazione che riesce a realizzare una sorta di disegno che dura nel tempo.

Il tecnico estetista che esegue il microblading dovrà preliminarmente stabilire insieme alla cliente la forma, la dimensione e il colore della pigmentazione, cercando di avvicinarsi il più possibile al colore delle ciglia naturali.

A questo punto si passa all’esecuzione vera e propria che avviene mediante una serie di microincisioni sotto pelle; queste ultime sono rese possibili grazie ad un insieme di aghi di ridotte dimensioni che riescono a disegnare i peli mancanti facendo apparire le ciglia più folte.

Abbiamo detto che si tratta di un trattamento semi-permanente e ciò vuol dire che la durata dello stesso può essere variabile in base al tipo di pelle, motivo per il quale può essere necessario procedere a delle successive sedute dall’estetista per mantenere il tono del trattamento.

Come si diventi esperti di microblading

Non si deve pensare che qualsiasi estetista o persona che operi nel campo dell’estetica possa operare in piena libertà e utilizzare questa tecnica.

Infatti, è necessario seguire un apposito corso di formazione che permetta a chi dovrà operare sulle ciglia delle persone di poter innanzitutto consigliare la migliore soluzione possibile in base sia al tipo di pelle sia alla forma del viso; come accennato in precedenza, infatti, una delle operazioni più importanti è proprio la fase preliminare attraverso la quale sarà stabilito il colore, la forma e le dimensioni delle ciglia, un insieme di elementi che dipendono dalle caratteristiche soggettive della persona.

Inoltre, questa specifica formazione permetterà anch alle nuove esperte di questa tecnica di poter operare in completa autonomia e con la massima professionalità e nel rispetto della normativa sanitaria prevista per questo particolare tipo di attività.

Corsi di microblading a Milano

Un’attività in forte espansione come quella del microblading ha comportato che in molte grandi città le scuole di formazione si organizzassero per fornire un corso in grado di formare delle persone in grado di realizzare gli obiettivi di questa tecnica.

Anche a Milano e provincia, esistono diversi enti e scuole che organizzano i corsi di microblading e la scelta di quale di questi seguire dovrà essere effettuata sia tenendo in considerazione alcune necessità di carattere soggettivo che parametri di natura oggettiva. Tutti i corsi sono in ogni caso suddivisi tra una parte teorica e una pratica.

Nella prima sezione sono ricompresi alcuni concetti quali la differenza tra micropigmentazione e tatuaggi, struttura del viso, istologia della pelle, attrezzature da usare, igiene e sicurezza, armonia e design del viso, regole di base per la correzione delle sopracciglia, anamnesi solo per citare i più importanti.

Prima di passare alla parte pratica, saranno anche effettuati una serie di esercizi su carta in modo da prendere dimestichezza con la tecnica.

Le successive esercitazioni di carattere pratico continueranno poi in un primo momento su materiale sintetico, fino ad arrivare poi ad una esercitazione vera e propria con una modella che presterà il proprio viso agli allievi per effettuare un test reale su una persona.

La maggior parte dei corsi di microblading a Milano e provincia sono tenuti da docenti esperti e professionali, in grado di trasferire agli allievi i contenuti del corso in modo semplice e di far acquisire le competenze necessarie per poter operare in completa autonomia.

La particolare offerta formativa è strutturata in modo da ridurre al minimo la parte teorica e di procedere in modo rapido alla esecuzione di progetti pratici che assicureranno la migliore professionalità.

Una delle migliori scelte che si possono fare in questo ambito è quella di rivolgersi al portale jurgitajasiunaite.com, dove sono disponibili tutte le informazioni relative ai corsi di microblading organizzati con l’indicazione del relativo calendario.

 

Che luogo scegliere per sposarsi: le location a Roma

Il giorno del matrimonio per molte coppie è un giorno indimenticabile che di sicuro sarà ricordato per gli anni a venire, un misto di emozioni che anche a distanza di anni vi farà scendere qualche lacrimuccia.
Questo succede in qualsiasi coppia, ma chi decide di sposarsi nella città eterna, nella capitale italiana, be’ qui è tutto raddoppiato, ovviamente anche le difficoltà nella scelta della location automaticamente raddoppiano.
Le location per i matrimoni ne possono essere numerose dalla più romantica in riva al mare a quella che segna la tendenza del momento, ogni matrimonio ha la sua unicità perché ogni coppia ha le sue idee, le sue esigenze, le sue scelte e soprattutto un proprio budget da dedicare al evento in questione.
Se sei capitato qui è proprio perché sei in difficoltà sulla scelta della location per il tuo matrimonio e cerchi dei consigli su quale scegliere e soprattutto in base a che cosa scegliere la location adatta. Bene sei capitato nel posto giusto infatti cercheremo di capire in base a quali elementi e dettagli scegliere la location giusta. Sei pronto? Bene bouquet alla mano e partiamo.

Il posto giusto per le tue nozze

Iniziamo col dire che nel giorno del vostro sì oltre ad essere marito e moglie, sarete anche se solo per un giorno il Re e la regina, quindi proprio da qui bisogna partire e soprattutto ricordatevi che quel giorno tutti i vostri sogni diverranno realtà.
Scegliere la location adatta già di per se è molto complicata di sicuro ne vedrete a centinaia e ognuna di esse vi colpirà per qualcosa di unico, in più sceglierla a Roma risulterà ancor più difficile.
Ma andiamo subito al punto, il primo ed essenziale consiglio è scegliere una location dove ci sia molto spazio per organizzare al meglio e nei minimi dettagli il tuo evento, dove tutto si trasformerà e diventerà il palcoscenico adatto per immortalare i momenti magici della vostra cerimonia.
La prima tappa di un matrimonio si sa è la scelta della chiesa, Roma su questo punto ha una vasta scelta di chiesa in quanto ha un patrimonio artistico culturale davvero importantissimo da fare invidia al resto d’Italia e direi anche del mondo ed è proprio per questo che la città eterna ospita ogni giorno milioni di turisti che visitano esterrefatti le opere d’arti presenti in ciascuna delle chiese capitoline. Inoltre non bisogna dimenticare che Roma oltre ad essere la capitale dell’Italia a livello cattolico risulta essere la capitale del cattolicesimo mondiale grazie alla presenza del Vaticano.
Una volta scelta la chiesa, luogo importante per il rito del matrimonio, a voi futuri sposi spetterà scegliere la location che accoglierà la loro cerimonia nuziale il giusto ristorante, che sia una villa, un castello, un borgo, l’importante che faccia da ottima cornice per quello che sarà il giorno più bello ed indimenticabile della vostra vita, ovviamente alla location dovete abbinare il buon cibo e già qui la scelta risulta essere un po’ più complicata, infatti molte volte troverete una location da favola con tanto di panorama, giardini d’autore ed opere d’arte ma con un menù che raggiunge appena la sufficienza e che non soddisfa i vostri gusti ed avrete paura di avere delle brutte sorprese e fare brutte figure con tutti gli invitati alle vostre nozze.

I mesi prima del fatidico giorno del vostro matrimonio si sa sono quelli più complicati, la causa? Uno dei tanti motivi di sicuro sarà tutto quello sopra-elencato, infatti molte volte ti ritrovi a dover scegliere tra centinaia e centinaia di chiese, e centinaia e centinaia di ristoranti tanto da creare caos e confusione e soprattutto ti lasceranno mille domande come per esempio se sceglievamo l’altra forse era meglio. Allora perché rischiare di rovinare il giorno più bello ed emozionante della vostra vita?
Se ti dicessi che c’è un’azienda che pensa a tutto questo al posto tuo? Sei rimasto a bocca aperta vero?
Ebbene si è proprio vero infatti se vai a visitare le location exclusivevent troverai selezionate una serie di chiese le più belle di Roma, ed una serie di ristoranti, ville, e castelli attentamente selezionati da più rinomati chef internazionali presenti nello staff,per accogliere il tuo evento. Adesso ti starai chiedendo chi sono veramente exclusiveevent? Bene scopriamolo.
Exclusiveevent è una azienda di catering che si occupa di eventi, in particolare di matrimoni.
Visitando la loro pagina ti accorgerai fin da subito della loro professionalità e di tutta la loro dedizione nel creare il tuo evento rispettando scrupolosamente le tue esigenze.
La exclusiveevent nasce nel 1991 e da sempre si occupa di catering e banqueting con servizi di classe realizzati grazie alla scelta di menù e materiali di prima qualità, tutto curato nei minimi dettagli da uno staff qualificato ed internazionale che quotidianamente mette tutta la loro passione nell’esecuzione di eventi organizzati. Nelle loro proposte oltre a raffinati menù avrete a vostra disposizione un personale addetto alla scelta della vostra location da urlo sia per quanto riguarda la scelta della chiesa che la scelta del ristorante.

Principali benefici del materasso antidecubito

COS’E’ IL DECUBITO

E’ la posizione che assume il malato a letto. Per evitare questa patologia, è necessario dotarsi di un materasso anti-decubito, molto importante per la prevenzione della congestione polmonare, riduce la pressione sulle zone della pelle che si trovano più a rischio di piaghe, migliora il microcircolo della pelle e, inoltre permette di migliorare tantissimo anche la qualità del sonno. In conclusione, il materasso antidecubito si adatta perfettamente al corpo del paziente, permettendo di ridurre maggiormente i dolori legati all’impossibilità di alzarsi.

BENEFICI MATERASSO ANTIDECUBITO

Per evitare che si formino delle piaghe da decubito a persone costrette a stare molto a letto è fondamentale avere un materasso antidecubito adatto, cioè un aiuto medico per regolare la pressione corporea al di sopra del letto.

TIPOLOGIE

Esistono tantissimi modelli di dispositivi sanitari, ognuno con materiali e peculiarità diverse. Per scegliere il materasso adeguato è necessario prendere in considerazione innanzitutto il peso del paziente, il livello di mobilità, il livello di manutenzione e la struttura fisica del paziente.
Le piaghe da decubito sono lesioni della pelle e dei tessuti più profondi che si sviluppano nei pazienti che devono stare a letto per lunghi periodi. Queste lesioni si creano per la pressione esercitata dal corpo sul materasso, in maniera particolare in corrispondenza delle ossa, causando la necrosi dei tessuti che si trovano al di sotto.

I migliori materassi antidecubito

La scelta del materasso sanitario deve considerare diversi fattori come le condizioni generali del paziente, la forma corporea, il peso ma anche la manutenzione. I più utilizzati sono:
materasso in fibra cava di silicone; materasso in memory; materasso ad acqua; materasso ventilato in espanso; materasso ad aria a pressione alternata; materasso ad aria a pressione alternata e a fluttuazione.

Lo strato in Memory è importante poichè garantisce la massima traspirazione della pelle e massima comodità. Gli strati in Waterlilies sono un vero e proprio sostegno ergonomico del corpo. La fodera è di un tessuto traspirante che esalta le proprietà della lastra interna, e aiuta ad avere sempre il materasso asciutto. Le peculiari proprietà antibatteriche della fodera fanno si che il materasso sia adatto anche a soggetti allergici.

Materasso antidecubito in fibra cava di silicone

Questo materasso antidecubito ha poco spessore e per questo motivo è l’ideale per i pazienti magri a basso rischio di piaghe. È formato da fibre cave estremamente elastiche e longeve nel tempo, create in silicone per renderle scivolose, così che non si verifichi il rischio che si ammucchino.
Il sovramaterasso è realizzato in fibra cava siliconata e distribuisce uniformemente il peso del corpo e assicura un’ ottima areazione, per proteggere la pelle dall’umidità.

Materasso antidecubito ad acqua

E’ un supporto in pvc che va riempito con l’acqua, l’ideale per i pazienti con poco rischio di piaghe da decubito. Garantisce principalmente la distribuzione uniforme del peso del corpo sulla superficie del materasso e riduce al minimo la pressione da contatto. A seconda di quanto liquido si vuole utilizzare, il supporto può essere più morbido o rigido, a seconda delle esigenze del paziente.
E’ dotato di sistema di riscaldamento così da poter controllare la temperatura del materasso e per combattere i reumatismi e abbassare la pressione del sangue. Il materasso per piaghe da decubito ad acqua è facile da pulire ma può provocare nausea ed emicrania, è molto pesante e potrebbe rendere più difficili le cure.

Materasso antidecubito ventilato in espanso

È un materasso in poliuterano espanso, e si adatta perfettamente alle forme del corpo, si modifica in base alla pressione, distribuendola uniformemente, per ridurre la pressione di appoggio delle zone più sporgenti. E’ adatto ai pazienti a basso rischio di piaghe. Al di sopra di questo materasso antidecubito sono presenti dei “tronchi di piramide”, che garantiscono una corretta circolazione dell’aria ed impediscono la macerazione dei tessuti. L’unico svantaggio è che è difficile da pulire.

Materasso antidecubito a fluttuazione

Questo materasso è l’ideale per le persone con alto rischio di piaghe. E’ una vera e propria evoluzione del materasso ad aria: è dotato di sensori che possono misurare il peso e la postura del paziente e di valutare, in base ai dati del paziente, il livello di aria da introdurre nelle diverse zone del materasso. Può essere utilizzato sia staticamente, ovvero sempre gonfio, in modo da poter tranquillamente ricevere le cure mediche o quando è richiesta l’immobilità, come in caso di lesioni gravi post incidente, oppure in opzione dinamica. In quest’ultimo caso, durante il ciclo di terapie, si sgonfiano le diverse zone del materasso,tranne l’area della testa e della parte al di sotto del torace.

Materasso antidecubito ad aria a pressione alternata

E’ l’ideale per soggetti con rischio di piaghe medio-basso, questo tipo di materasso è dotato di un compressore per il gonfiaggio alternato che necessita di costante collegamento alla presa elettrica.
In tal modo, il compressore, gonfiando e sgonfiando prima uno e poi l’altro i componenti pari e dispari del materasso, consente di realizzare di un ciclo terapico di 10 minuti, che avverrà diverse volte nell’arco della giornata. E’ dotato di un telecomando che permette di regolare la pressione, la consistenza desiderata per il materasso sanitario, in base alle esigenze del paziente.

Freemium gaming: il nuovo modello di successo del divertimento ludico online

Quali sono le motivazioni che hanno favorito l’ascesa dei free-to-play games con l’aggiunta di “extra” a pagamento?

Le industrie di successo operanti nel settore del divertimento ludico online 2.0 hanno deciso di investire i loro soldi in un nuovo modello di business di ultima generazione denominato freemium gaming al fine di offrire videogames di qualità che possano tenere incollati agli schermi gli appassionati del genere. In cosa consiste? I nuovi prodotti di intrattenimento, tra cui capolavori quali Temple Run e Candy Crush Saga ed anche colossi in modalità multigiocatore come Fortnite, vengono fruiti impiegando una connessione Internet e sono gratuiti: chiunque può dunque provarli, basta potersi collegare al web.

Quest’opportunità permette a qualunque persona di affezionarsi nel tempo ad uno o più titoli e mettere alla prova la propria bravura singolarmente o contro altri agguerriti avversari. Il modello freemium si definisce tale poiché in aggiunta esiste l’opportunità, libera e non vincolante, di acquistare, tramite sistemi di pagamento online sicuri, “extra” che possono migliorare le performance del personaggio “telecomandato”. Per fare semplici esempi, è sempre possibile comprare vite aggiuntive, equipaggiamenti per rendere l’avatar controllato il più forte, oppure bonus di ogni genere necessari per superare livelli che altrimenti sarebbero davvero ostici; chi di noi non è rimasto bloccato almeno alcune settimane in un livello giocando a Candy Crush Saga?”

Fidelizzazione e brandizzazione

social

Se il primo paragrafo si pone come obiettivo quello di definire il concetto di freemium gaming, è giunto ora il momento di capire perché tale modalità videoludica piaccia così tanto ai fans. Tutto ruota intorno al concetto di fidelizzazione e brandizzazione: se un videogame è concepito per divenire un’esperienza unica a e tutto tondo, un vero e proprio ecosistema dove poter fare qualsiasi cosa, meglio se immenso ed esplorabile, il player si immedesimerà talmente tanto che non potrà più fare a meno di giocare.

Ecco che la persona, senza accorgersene, diverrà un ammiratore di quel titolo e si appassionerà talmente a quel brand che prima o poi vorrà dotarsi di bonus aggiuntivi per poter divenire il più forte in assoluto. Le industrie dei videogiochi sanno che il loro cliente finale è esigente e non vuole certo annoiarsi; l’esperienza di intrattenimento deve quindi divenire infinita e gli aggiornamenti che interessano ogni singolo titolo devono risultare costanti.

Solo così il videogamer diverrà un “ambasciatore” entusiasta di quella marca. Ovviamente non basta solo una grafica accattivante, ambientazioni ben progettate, trappole e insidie ottimamente predisposte: serve qualcosa di più! Che cosa? Suscitare emozioni, quelle emozioni che solo la tecnologia più avanzata sa regalare.

Marketing emozionale

Come detto in precedenza, il modello di freemium gaming risulta essere di successo perché punta forte sulla fidelizzazione/brandizzazione di quell’utente che, dopo aver testato le potenzialità delle piattaforme di gaming, potrà usufruire di maggiori features e contenuti aggiuntivi a pagamento che gli permetteranno di prevalere durante ogni sfida.

Tutto ciò può realmente funzionare solo se l’industria dell’entertainment, nel momento in cui lancia un prodotto, è in grado di suscitare un’emozione nell’animo di chi si appresta ad impugnare il proprio joystick. Si chiama marketing emozionale ed è la nuova frontiera verso cui gli attori che operano nel settore del gaming stanno concentrando i propri sforzi per migliorare sensibilmente le vendite.

Fare leva sulle emozioni attraverso una trama ludica di valore – oggi verrebbe da dire storytelling – gratificare il gamer grazie a ricompense varie, che null’altro significa che generare valore, creare un linguaggio unico ed un senso di appartenenza sono aspetti che oggi chi lavora nel settore deve tenere ben in considerazione.

Alcune emozioni che innescano gli acquisti

Esistono delle emozioni ben precise che innescano, nella mente dei player, la tentazione e la voglia di “fare acquisti”. La paura è una di queste: non approfittare dell’offerta scontata della durata di alcuni giorni di un’armatura che potrebbe aumentare sensibilmente i parametri di un personaggio mago – il riferimento a World of Warcraft non è casuale – sarebbe deleterio.

Il desiderio di apparire, inteso come narcisistica voglia di prevalere nei confronti di un altro avversario in un duello o all’interno di un’arena, ha una sua incidenza, così come la fiducia di ottenere risultati eclatanti solo se si è disposti a comprare un bonus. Tirando dunque le fila del discorso, si può dunque dire che Il successo del freemium gaming ruota intorno all’emotività del giocatore virtuale che si trova a suo agio in un ecosistema ludico progettato nei minimi particolari.

I regali perfetti per un fumatore

Alzi la mano chi non ha un amico fumatore! Praticamente tutti conoscono una persona che ama godersi l’aroma del tabacco. Questa passione può essere resa protagonista di un regalo speciale. Se sei a corto di idee e stai cercando qualche dritta per un dono a un amico fumatore, nelle prossime righe puoi trovare alcuni consigli che abbiamo selezionato ad hoc per te.

Clipper

Comodo e caratterizzato da una gradevolezza estetica notevole, il clipper è un accessorio irrinunciabile per qualunque fumatore. Se hai intenzione di fare un regalo a un amico appassionato di tabacco, tra le numerose idee disponibili puoi prendere in considerazione i prodotti di Bulldog Amsterdam acquistabili su Idroponica.it.

Portatabacco

Quando si parla di regali perfetti per un fumatore, è impossibile non chiamare in causa gli astucci portatabacco. In questo caso, si parla di un dono perfetto per chi ama fumare tabacco trinciato.

Ideale per chi ama realizzare le sigarette da solo, il portatabacco permette di conciliare praticità ed estetica. Per rendersene conto, basta ricordare l’esistenza degli astucci portatabacco in pelle, oggetti dove la raffinatezza è senza dubbio in primo piano.

Sigaretta elettronica

Il tabacco è considerato da molti un piacere con pochi eguali. Anche lo svapo però non scherza! Se l’amico appassionato di tabacco ha deciso di passare a questa alternativa oggettivamente più salutare, una buona idea può essere quella di regalare una sigaretta elettronica. In commercio esistono tantissimi modelli che permettono di coniugare semplicità di utilizzo e gradevolezza estetica.

Posacenere

Sembra un regalo banale, ma è tutto tranne che questo! Il posacenere è un dono di grande impatto per gli appassionati di tabacco. Perfetto per soddisfare un’esigenza pratica, può essere scelto con peculiarità estetiche diverse a seconda del luogo in cui andrà.

Zippo

Quando si parla delle alternative da considerare per un regalo a un amico fumatore, è impossibile non chiamare in causa lo zippo. Accendino caratterizzato da un impatto estetico notevole, ha alle spalle più di 100 anni di storia e, nonostante il tempo passato, risulta ancora in produzione.

Celebrato anche dalla settima arte, lo zippo è stato “inventato” dall’imprenditore George G. Blaisdell. Non tutti sanno che la sua storia ha avuto inizio quando Blaisdell, che si trovava in un locale di Bradford,vide un amico in difficoltà nel far funzionare un accendino comprato in Austria.

Dopo avergli chiesto informazioni su come mai si concentrasse su un accendino di scarsa qualità, si è sentito rispondere che quel modello funzionava sempre e non si rompeva mai.

Quella sera fu per Blaisdell l’inizio di un’intuizione che avrebbe guadagnato successo mondiale. L’imprenditore decise importare negli USA i diritti per la produzione dell’accendino sopra ricordato, dando di fatto vita alla Zippo Manufacturing Company. Di suo Blaisdell ci mise le modifiche all’aspetto esterno, scegliendo di utilizzare l’acciaio cromato.

Liquidi per sigaretta elettronica

Tornando un attimo all’ambito dello svapo ricordiamo che, se si ha intenzione di donare qualcosa di gradito a un amico appassionato, è possibile chiamare in causa i liquidi per sigaretta elettronica. Come ben si sa, si tratta di un’alternativa che consente di scegliere tra numerosi aromi.

Corsi per smettere di fumare

Anche i più accaniti appassionati di tabacco possono scegliere di smettere. In questo caso, tra le alternative da prendere in considerazione per un regalo è possibile citare i corsi che aiutano a smettere di fumare (riuscirci da soli può rivelarsi molto difficile).

Si può fare riferimento a percorsi di gruppo, ma anche a sedute di ipnosi effettuate individualmente da un professionista. Da non dimenticare è pure la possibilità di regalare libri di auto aiuto incentrati su questa tematica.

Ottimizzazione search engine optimization, tutto quello che c’è da sapere

Un sito che giornalmente è in grado di generare tanti accessi, sicuramente sul web, ed in particolare sui motori di ricerca, sarà ben posizionato. Il buon posizionamento, ad esempio su Google, non si ottiene però in automatico per un portale, ma solo dopo che sono state compiute tutta una serie di attività che, come riporta jfactor.it, rientrano nella cosiddetta ottimizzazione seo

Cos’è la seo e perché è importante

Nel dettaglio, la seo è l’acronimo di search engine optimization, e sta a identificare per un sito tutte quelle procedure e quelle tecniche che sono in grado di migliorarne la scansione, l’indicizzazione e la catalogazione non solo su Google, che è attualmente il motore di ricerca più utilizzato al mondo, ma anche su altri motori come Yahoo! e come Bing. 

Con l’ottimizzazione seo il risultato tangibile, e sempre verificabile sul web, è quello di ottenere il mantenimento o il miglioramento del sito e delle pagine web nelle cosiddette serp, ovverosia nelle pagine di risposta degli utenti Internet quando fanno ricerche sui motori. 

Di conseguenza, come sopra accennato, migliore è il posizionamento di un sito, maggiori tenderanno ad essere gli accessi giornalieri con ricadute positive sui ricavi pubblicitari e/o sui prodotti e sui servizi in vendita se sul portale è presente, tra l’altro, pure una piattaforma di commercio elettronico. 

Le principali attività di ottimizzazione seo

Volendo classificare le principali attività seo svolte da un professionista della search engine optimization su un portale, queste spaziano dall’ottimizzazione della struttura del sito e del menu di navigazione, all’analisi del link interni ed esterni, e passando per la verifica dell’usabilità del sito, per l’ottimizzazione delle immagini e dei contenuti, per il grado di accessibilità delle informazioni per i crawler dei motori di ricerca, e per l’ottimizzazione del codice sorgente e dei dati strutturati che sono presenti sul sito.

La visibilità di un sito nella serp (search engine report page)

Più in alto nella serp per un sito sono posizionati i risultati, maggiore sarà di conseguenza il potenziale traffico generato in quanto sarà più alta la probabilità che l’utente che naviga in Internet trovi il portale ed i suoi contenuti. Solo se l’utente riesce a trovare ed a visualizzare i contenuti web, infatti, potrà avere la libertà di scelta di cliccarci o meno. 

Il posizionamento nella serp, inoltre, non è statico ma dinamico, il che significa che nel tempo la visibilità di un sito può aumentare ma anche diminuire a causa di penalizzazioni. Per evitare proprio che ci sia un degrado della visibilità è importante che periodicamente sul sito vengano implementate tutte le azioni di ottimizzazione seo necessarie. 

Ecco perché, ad esempio sui siti di informazione ad elevato traffico giornaliero come possono essere quelli dei quotidiani nazionali, il team specializzato nell’ottimizzazione seo è sostanzialmente sempre al lavoro per mantenere ed incrementare il ranking del portale su Google e sugli altri motori di ricerca. E lo stesso dicasi pure per i grandi portali di commercio elettronico in quanto c’è sempre un rapporto di proporzionalità tra il numero degli accessi ai sito di e-commerce e le vendite ottenibili.

Spendere meno con i ricambi online

L’e-commerce è diventata ormai una realtà quotidiana per buona parte dei cittadini.

I prodotti si acquistano online, di qualsiasi genere essi siano.

Il web ci fa risparmiare nella maggior parte dei casi e ci permette di ottenere, in pochi click, tutto ciò che cerchiamo.

Non sono da meno i ricambi auto, un mercato che ormai si muove in rete e che ha visto una enorme crescita negli ultimi anni.

La riparazione di auto, moto e bici, passa ormai dalla rete.

Sono finiti i tempi delle concessionarie e dei pezzi costosissimi forniti direttamente dal produttore; oggi, moltissimi italiani scelgono di acquistare ricambi equivalenti online da siti web come Ricambialo, che permettono di ottenere, spendendo cifre ridotte, i pezzi necessari a effettuare la nostra riparazione, da girare poi al meccanico di fiducia

Quello dei ricambi online è un settore in continua crescita, tanto da essere diventato protagonista del mondo e-commerce nazionale.

La tendenza, nata negli USA, è passata rapidamente all’Europa per poi conquistare anche l’Italia.

Si parla di un mercato enorme e in continua espansione che vede come risultato un forte risparmio da parte degli automobilisti e il ritorno alle vecchie officine, abbandonate da molti e sostituite dalle concessionarie ufficiali.

Un business miliardario

Il mercato dei ricambi online è un business da miliardi di euro che sta crescendo in tutto il continente.

Addirittura abbiamo visto alcuni brand evitare di fornire i dettagli sulle componenti dei mezzi per arginare questa novità che sta colpendo in particolare la gestione delle riparazioni, fino a poco tempo fa, una sorta di esclusiva delle compagnie.

Per fortuna, sembra proprio che anche la legislazione in materia spinga sempre di più per prodotti facilmente riparabili e garantiti nel tempo, un nuovo modo di vivere il prodotto che le grandi aziende dovranno per forza di cose accettare.

Il mercato dei ricambi non riguarda solo il settore automotive, del quale è il principale rappresentante, ma si muove sempre di più anche verso altri prodotti.

Le riparazioni e il “fai da te” tipici del mondo PC, si muovono quindi anche verso smartphone e device elettronici, senza dimenticare bici, monopattini, longboard e moto, tutti mezzi che possono godere di un rinnovato supporto sotto il punto di vista del repetimento dei pezzi di ricambio.

Se siete alla ricerca del risparmio, i ricambi online potrebbero essere la soluzione che fa per voi.

La presenza di pezzi equivalenti, a prezzi ridotti rispetto al ricambio brandizzato, apre una prospettiva di risparmio inedita per il consumatore.

Per quanto riguarda durata e qualità, le prestazioni dei ricambi che sceglieremo dipendono dalla loro realizzazione, da materiali e test.

Anche scegliendo il pezzo top identico a quello offerto dalla concessionaria, il risparmio è praticamente garantito.